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L’Isola Palmaria, storia, trekking, natura

Nei fine settimana dal 23 Aprile è riaperta la tratta per l’Isola Palmaria, si possono consultare e scaricare qui gli orari per raggiungere la località Terrizzo dalla Spezia e Portovenere, mentre la tratta per il Pozzale, sul lato opposto, sarà riaperta il 15 Giugno.

L’Isola Palmaria, la più grande della Liguria, patrimonio di bellezza naturale

Anche solo a guardare i semplici dati “anagrafici” dell’Isola Palmaria, si rimane colpiti: non solo è la più grande Isola del mare spezzino, di cui domina tutte le viste più suggestive, ma con la sua superficie di 1,89 Km è anche la più grande della Liguria.
Insieme alle Isole Tino e Tinetto forma l’Arcipelago di Portovenere, come tre puntini di sospensione della poesia del Golfo della Spezia. L’arcipelago è inserito tra i patrimoni dell’umanità dell’Unesco dal 1997 ed è parte del Parco Naturale Regionale di Portovenere, area protetta che insieme al vicino Parco Nazionale delle Cinque Terre rappresenta per l’Unesco la “testimonianza preziosa di una rapporto armonioso tra uomo e natura”.
L’altitudine maggiore raggiunta sull’Isola Palmaria è di 190,6 metri sul livello del mare, e la piccola rete di sentieri tracciati sull’isola permette piacevoli attività di trekking mai troppo impegnative e ricche di prospettive suggestive sul Golfo dei Poeti e sulla costa rivolta al mare aperto dell’isola e delle Cinque Terre.


Come raggiungere l’Isola Palmaria

Navigazione Golfo dei poeti offre il servizio di traghetti per raggiungere l’Isola Palmaria più strutturato e capillare. Con le nostre imbarcazioni è possibile, nel corso della stagione balneare, raggiungere la Palmaria dalla Spezia, Portovenere e Lerici nonché dai piccoli comuni del Golfo dei Poeti cambiando a Portovenere.
Sul nostro sito si possono trovare tutti gli orari e le tariffe, sempre aggiornati rispetto alle fasi della stagione di navigazione.
Per chi vuole poi avere una visuale complessiva dal mare non solo dell’Isola ma di tutto l’arcipelago, il giro delle Isole è l’ideale, l’esperienza può anche essere aggiunta con un piccolo sovrapprezzo al costo del biglietto per le Cinque Terre.
Inoltre, Navigazione Golfo dei Poeti è l’unico servizio che permette di raggiungere la spiaggia del Pozzale, parzialmente riservata all’aeronautica militare, una spiaggia amatissima dagli spezzini nonostante la scarsità dei servizi per la sua natura un po’ selvatica, una piccola oasi naturale vicina alla città.

Cosa fare sull’Isola Palmaria

Per visitare la Palmaria è necessario tenere presente che non tutta l’isola è aperta al pubblico, alcune zone sono ex territorio militare attualmente non accessibile. Molte sono le fortificazioni militari di grande interesse storico, parte dell’ampio sistema difensivo costruito nel Golfo dei Poeti a cavallo tra il XIX e il XX secolo, di cui quelli sull’Isola costituivano l’avanguardia. Tuttavia, queste sono difficilmente visitabili, e normalmente solo in occasione di manifestazioni organizzate dalle associazioni o dai Comuni in collaborazione con la Marina militare.

La vista di Portovenere dall’Isola Palmaria

Una delle attività più apprezate sull’Isola Palmaria è sicuramente il trekking. I percorsi sono non troppo lunghi, abbastanza curati e mai troppo complessi, facilmente percorribii anche per le famiglie con i bambini e i cani (che sono i benvenuti a bordo delle nostre imbarcazioni) e permettono di ammirare alcuni dei panorami più spettacolari sul Golfo dei Poeti e, osiamo dire, dell’intero bacino mediterraneo.

Dal punto d vista della balneazione e delle spiagge, l’Isola Palmaria ha una lunga tradizione di stabilimenti riservati alla Marina Militare ed accessibili solo ai dipendenti del Ministero della Difesa. Non mancano le spiagge accessibili a tutti, anche se la maggiorparte sono in perfetto stile dell’estremo levante ligure, con molti scogli e prive di servizi, quindi spesso riservate agli amanti del genere.

Gli amanti della natura trovano sulla Palmaria una bellezza inesauribile. In particolare chi sceglie avventurarsi sul lato più impegnativo e selvatico dell’Isola, oppure di fare il nostro Giro delle Isole, potrà ammirare le straordinarie falesie a picco sul mare di roccia luminosa e bianca, una vera meraviglia nella quale si aprono numerose grotte naturali di straordinaria bellezza, come la Grotta Azzurra e la Grotta dei Colombi. All’interno di queste aperture nella roccia calcarea sono stati ritrovati resti fossili di animali dell’era pleistocenica e addirittura i resti di alcune sepolture, che testimoniano che nell’arcipelago spezzino i primi insediamenti umani risalgono almeno a 5000 anni fa.
Un personaggio storico di grande importanza per gli spezzini, che sulla Palmaria ebbe i natali, è San Venerio, protettore dei fanalisti e del Golfo dei Poeti.

Sul lato del Pozzale, rivolto verso l’Isola del Tino, si trovano anche i resti di una cava per l’escavazione del pregiato marmo detto portoro (dalla traduzione in italiano del termine francese porte d’or (“porta oro”) dato al marmo durante la dominazione francese). Estratto in tutta la zona già a partire dall’epoca imperiale romana, è caratterizzato dal colore nero con striature dorate e ampiamente utilizzato per decorazioni artistiche di grande prestigio di chiese e palazzi, oltre che per la realizzazione di vasi, colonne, lesene, balaustre, pavimentazioni. Oggi le cave di portoro sono esaurite, ma al Pozzale si possono ancora notare tutte le macchine e le strumentazioni usate nella cava.

I forti dell’Isola Palmaria

L’importanza per la strategia di difesa attribuita sin dai tempi più antichi al Golfo della Spezia è testimoniata dalla costruzione nel tempo di un sistema strutturato di forti in tutta l’area, tra le più densamente fortificate in tutta Europa, e in particolare sull’Isola Palmaria. Fu Napoleone a dare un grande impulso a tali costruzioni e al recupero di quelle già esistenti, a difesa del grande arsenale progettato, nel suo disegno strategico, nella zona delle Grazie.
La materializzazione del progetto ebbe però luogo alla nascita del Regno di Sardegna con il trasferimento della Marina Militare del Regno a Spezia, dove venne anche edificato nel 1862 l’effettivo Arsenale Militare. Conseguentemente, sulla Palmaria vennero costruiti la Batteria Umberto I e il Forte Palmaria (o Cavour).

la Batteria Umberto I venne costruita fra il 1887 e il 1889 con grande rapidità, utilizzando in gran parte la manodopera coatta dei detenuti che ogni giorno venivano portati da Spezia fino all’isola Palmaria e salivano il sentiero che collega le fortificazioni dell’isola, chiamato tutt’oggi “strada dei condannati“. L’uso del forte era antinave, lo sbancamento del lato di costa per la sua costruzione fece sì che fosse un tutt’uno con la terra, completamente invisibile dal mare e difficilmente raggiungibile da terra. Il forte era ritenuto praticamente indistruttibile, e arma da guerra ai livelli più alti per la tecnologia bellica dell’epoca. Le sue ampie sale sul fronte laterale che servivano per i macchinari di manovra della cupola degli obici sono stati oggetto do un importante intervento di restauro a fini espositivi.

Forte Umberto I sull’Isola Palmaria

Il forte Cavour si trova in vetta all’isola, ed è spesso chiamato Forte Palmaria. Le sue stratificazioni strutturali sono per gli storici della materia oggetto di studio per la comprensione dei diversi approcci strategici nella costruzione di strutture belliche nel corso del tempo.
Il primo progetto per la sua costruzione è di epoca napoleonica, poi rielaborato in chiave più difensiva dal governo piemontese con la riduzione di due piani a uno. Il forte ha due caratteristici cavalieri, uno di ponente e uno di levante, e un fossato continuo intorno alla struttura. La caratteristica copertuta della caserma, costruita in epoca piemontese in calcestruzzo a prova di bomba, è coperta da uno strato di terra. La “feritoia a piombatolo” lungo tutto il muro di scarpa costruito a difesa del fossato è un esempio invece di struttura utilizzata in tempi più antichi.

Navigando verso la Palmaria, una struttura difensiva che accende la curiosità dei viaggiatori e arricchisce di fascino molte prospettive del Golfo dei Poeti è senz’altro la cosiddetta Torre Scola, piccola fortificazione costruita su un isolotto al largo della punta nordorientale (Punta Scola) dell’Isola Palmaria. Già da lontano si può notare che l’edificio è sventrato su un lato. La parziale distruzione, mai sanata, venne causata dai combattimenti tra francesi e inglesi di cui il Golfo di Spezia fu teatro il 23 Gennaio 1800 e la Torre avanguardia napoleonica. In seguito la torre venne abbandonata, la Marina Militare ne decretò la demolizione nel 1915, scongiurata poi dall’intervendo dello storico spezzino Ubaldo Mazzini, all’epoca Ispettore ai monumenti, che scrisse un’accorata lettera al Ministero dell’Istruzione e fece sì che la torre fosse trasformata in faro di segnalazione.

Torre Scola

I sentieri dell’Isola Palmaria

All’arrivo sull’Isola Palmaria sul lato del Terrizzo si aprono diverse possibilità per gli amanti del trekking. Le dimensioni e l’altezza dell’isola, non troppo impegnativi, invitano certamente a percorrerne il periplo, ma è anche possibile raggiungere il lato opposto (il Pozzale) e prendere il nostro traghetto da lì per tornare verso La Spezia. Oppure si può scegliere di arrivare al punto più alto dell’isola e tornare indietro.
Conviene fare il giro in senso orario o antiorario? Quale lato è più spettacolare, nel caso non riuscissi a farlo tutto? Esistono passeggiate più brevi, da fare con i bambini? Cercheremo di rispondere a queste domande, le più comuni sui sentieri della Palmaria.

La vista dal sentiero del periplo dell’isola con vista sull’isola del Tino

Il periplo dell’Isola Palmaria richiede circa 2 ore e mezza di camminata di media difficoltà. Il dislivello è di 198 m ed è richiesto un equipaggiamento adeguato, in particolare per quanto riguarda le calzature.

Seguendo le indicazioni per il sentiero “Giro dell’Isola via mare”, segnato con il caratteristico tratto della sentieristica bianco e rosso, si comincerà il percorso in senso antiorario, per ammirare subito Portovenere e San Pietro e le suggestive falesie del lato occidentale dell’isola da un’ottima prospettiva, e affrontando maggiori difficoltà nel tratto iniziale, dotato di corde di supporto nella salita, quando si è più freschi. Dirigendosi invece verso il Forte Umberto I, in senso orario del giro dell’isola, le salite sono più graduali, anche se non mancano i dislivelli più intensi, e le discese sono quindi più ripide sul tratto del ritorno verso il Terrizzo.

Sul percorso del periplo, oltre ad ammirare viste sul mare davvero indimenticabili, si incontrano la Batteria Semaforo, sulla vetta dell’Isola, oggi ostello e centro di educazione ambientale, il Forte Umberto I, le cave di Portoro al Pozzale, e si vede bene Torre Scola. Sono possibili alcune deviazioni dal tracciato del periplo per ammirare da vicino la vegetazione mediterranea tipica dell’isola in vasta parte incontaminata dalla presenza dell’uomo, per esempio in direzione del mare di Punta Maiella.

Alternative più brevi al percorso del perimetro di circa 45 minuti l’uno sono il sentiero che collega il Terrizzo alla Batteria Semaforo, carattaerizzato da alberi maestosi e una vegetazione fitta, e la Scala dei Condannati, che con una serie di tornanti a gradoni unisce il Terrizzo al Forte Cavour, attraverso la vegetazione e i profumi della macchia mediterranea e in vista di scenari di mare davvero magnifici.

Le Spiagge della Palmaria

Oltre ai due stabilimenti balneari accessibili ai dipendenti del Ministero della Difesa, situati sulla sinistra (dipendenti militari) e sulla destra (dipendenti civili) dello sbarco del Terrizzo, vi sono alcune possibilità di raggiungere punti balneabili sull’Isola Palmaria, ma è necessario tenere presente che sulle spiagge non attrezzate dell’isola, piccola oasi preservata in gran parte dalla presenza dell’uomo, il mare spesso si riappropria delle spiagge e non ci sono servizi.

Lo stabilimento del Gabbiano è uno stabilimento privato attrezzato situato sulla Punta in fronte a Portovenere. La sua collocazione lo rende esposto alla corrente marina e al vento, quindi piacevole nelle giornate estive più calde. La spiaggia ha un fondo di ciottoli.

Punta Secco è caratterizzata da un arenile di ghaia e il fondale basso e sabbioso, e dalla bellissima vista su Portovenere, che insieme alla vicanza al Terrizzo ne fanno una meta mlto frequentata in estate.

Carlo Alberto prende il nome dalla piccola batteria che si trova molto vicina alla punta estrema dell’isola, quasi di fronte alla chiesa di San Pietro, con un arenile caratterizzato da grossi ciotoli (non molto comodi). L’esposizione e la corrente del canale di portovenere rendono l’acqua sempre particolarmente pulita e fresca.

Cala Maiella si raggiunge con un sentiero non facilmente percorribile sul percorso che unisce il Terrizzo al Pozzale sul lato rivolto al Golfo, caratterizzato dalla frequente presenza di tronchi bianchi portati dalle onde, e dall’ombra che raggiunge presto la spiaggetta.

Il Pozzale, spiaggia amatissima dagli spezzini, si raggiunge facilmente con il nostro traghetto diretto dalla Spezia, oppure dal sentiero che permette di fare il giro dell’isola. Il fondale è irregolare, la spiaggia è circondata da una roccia chiara che rende le giornate estive piuttosto calde, la pinetina retrostante, in parte occupata dall’aeronaturica militare, offre un buon refrigerio. La vista che si gode in tutta tranuillità dal pozzale è tra le più belle del Golfo.